Assegno di cura
L’assegno di cura è finalizzato a sostenere la permanenza a domicilio delle persone non autosufficienti, con particolare attenzione per le persone che rischiano l’esclusione da un contesto di vita familiare, attraverso l’assegnazione di un contributo economico, denominato assegno di cura, riconosciuto alla persona non autosufficiente di qualunque età ed erogato alla stessa, al familiare o alla persona che ne garantisce adeguata assistenza e cura.
Come viene calcolata l'entità dell'assegno di cura?
L’entità dell’assegno di cura varia in relazione a:
- l’entità dell’ISEE: più elevato è l’ISEE e più bassa sarà l’entità dell’assegno; se l’ISEE è superiore al limite di € 14.992,07 non viene riconosciuto alcun assegno;
- il bisogno assistenziale della persona non autosufficiente: la compilazione della scheda regionale da parte dell’assistente sociale e del medico di medicina generale esita in un punteggio espresso in centesimi. L’assegno di cura viene riconosciuto alle persone con almeno 68 punti; più alto è il punteggio e più elevata sarà l’entità dell’assegno (c.d. “assegno base” la cui entità varia da € 52,00 a € 260,00 mensili);
- la presenza di demenza, di tipo Alzheimer o di altro tipo, accompagnata da gravi disturbi comportamentali: qualora il medico di medicina generale segnali la presenza di tali disturbi, viene effettuata un’ulteriore valutazione specialistica da parte dell’azienda ULSS per confermare la diagnosi di demenza e la gravità dei disturbi comportamentali; in caso di conferma, viene riconosciuto non l’assegno base ma un assegno di cura di entità più elevata (c.d. “assegno Alzheimer” la cui entità varia da € 364,00 a € 520,00 mensili);
- la presenza di una o più assistenti familiari (“badanti”) di cui la famiglia si avvale a titolo oneroso: se l’assistente familiare è inquadrata come lavoratrice domestica presso l’INPS o è dipendente di una cooperativa sociale per almeno 24 ore settimanali, all’assegno base viene aggiunta una maggiorazione, che varia a seconda del numero di ore settimanali di assunzione (c.d. “maggiorazione badante” la cui entità varia da € 50,00 a € 260,00 mensili).
L’ “assegno Alzheimer” e la “maggiorazione badante” non sono cumulabili.
L’entità dell’assegno di cura viene calcolata automaticamente da una procedura informatica regionale.
L’assegno di cura non spetta per tutta la vita.
Periodicamente viene verificato il permanere dei requisiti di accesso:
- ogni anno deve essere aggiornato l’ISEE, in quanto legato alla dichiarazione dei redditi;
- ogni quattro anni l’assistente sociale comunale e il medico di medicina generale rifanno la valutazione di base, per verificare l’eventuale aggravamento della non autosufficienza e quindi l’incremento del bisogno assistenziale;
- per chi ha l’assegno Alzheimer, ogni anno viene rifatta la valutazione specialistica da parte dell’azienda ULSS per verificare se permangono i gravi disturbi comportamentali. Si segnala a questo riguardo che i gravi disturbi comportamentali, presenti generalmente nella 2° fase della malattia, tendono a scomparire nella 3° fase della malattia, per cui alla famiglia, che pur continua ad assistere il proprio congiunto, verrà poi riconosciuto l’assegno base e non più l’assegno Alzheimer.


